- Oratorio di Ome -

mietere

Ai primi 5 discepoli (di 14 - 25 anni) Gesù disse:

«...E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna (sulla Terra), perché ne goda insieme chi semina e chi miete.

Io vi ho mandato a mietere ciò che voi non avete lavorato...».

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Il Consiglio Pastorale promuove questa iniziativa:

 

UN'ORA ALLA SETTIMANA CON DIO

 

 

Perché impegnarsi in questa
esperienza?


 

Perché Gesù ha consigliato la preghiera per far fronte alla nostra debolezza, solo la preghiera ci salva dal cadere.

Perché la carità che insegna Gesù non è possibile senza la forza della preghiera.

Perché con la preghiera possiamo sostenere i bisogni della Comunità e dei fratelli che soffrono.

Perché nella preghiera facciamo esperienza di una relazione; scopriamo che Dio non è lontano, è dentro di noi e ci parla.
Perché attraverso la comunione con Dio impariamo ad entrare in comunione con i fratelli.

Perché solo mettendoci davanti a Dio, Egli può trasformarci secondo il suo disegno di bellezza e di libertà.

Perché partire in gruppo è un grande aiuto, il cammino della preghiera, infatti, può stancare. Per questo la forza di uno può rimediare alla debolezza dell’altro e si resiste.
Perché - come dicevano gli asceti esperti - la preghiera è un grande tesoro, anche se dura un attimo fa sì che viviamo continuamente al cospetto di Dio.

 

Il valore profondo dell’orazione:
riflessioni di padre Andrè Séve

[giornalista e sacerdote cattolico]

 

L’orazione è la preghiera più personale, la preghiera “nel segreto”.

Si può definirla come un “faccia a faccia” silenzioso con Dio, per adorarlo e farsi lavorare da Lui.

Questo incontro a un livello molto profondo può costituire la fonte primaria di tutte le altre preghiere individuali e di ogni preghiera comune.

Collocandoci nel più profondo della nostra interiorità, l’orazione fa di ciascuno di noi un uomo e una donna capace di accoglienza.

É nella nostra profondità che noi comunichiamo veramente con gli altri e che possiamo realizzare con essi qualche cosa di vero e di ricco.

L’orazione personale quindi non è un esercizio di separazione; anziché emarginare, essa è già comunione in se stessa, e predispone a tutte le altre comunioni.

In realtà, più noi siamo di Dio, più noi siamo degli altri, ecco perché l’orazione è la migliore formazione comunitaria.

Molti sognano di fare orazione ma si scontrano con il problema del tempo.

Un’ora alla settimana?

Con la vita che conduco io?

Basandomi sulla mia esperienza credo di poter affermare che si pone male il problema quando si comincia con la questione del tempo.

La prima fondamentale domanda non è “Come trovare il tempo?”, ma “Come trovare l’amore, la sete di Dio, in che modo arrivare ad amare l’orazione come strada verso Dio?”.

Quando essa è amata, l’orazione trova il suo posto.
Questo posto, credetemi, voi lo troverete.

E voi stessi troverete lo stile della vostra orazione, la vostra maniera di condurre le inevitabili battaglie che essa comporta.

Insieme proverete a disegnare una strada, un cammino rispettoso, delicato, che non affermi qualcosa che potrebbe chiudervi o respingervi.

Io vi supplico di restare liberi, di restare costantemente nel campo dell’esperienza, coltivando l’apertura, l’accoglienza, la libertà di trovare le strade per fare orazione.

Che cosa posso augurarvi meglio di questo: che Egli vi dia più sete di Lui?

La preghiera si terrà nella Chiesa parrocchiale in un luogo espressamente dedicato e raccolto.

Per aderire all’esperienza è necessario scegliere una qualsiasi ora in un giorno dal lunedì al sabato e garantire la propria presenza settimanale.

Al termine - in base al numero delle adesioni - sarà redatto un calendario con i nomi, le ore coperte e quelle ancora libere.

Per offrire la propria disponibilità e per qualsiasi informazione rivolgersi a:


Gaia don Gigi: 030652037
Bongioni Ezio: 0306852132
Fin Marco: 0306852090
Peli Roberto: 030652507

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